“Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione è eccellente”. La massima di Mao Tse Tung è forse quella che meglio descrive quanto sta accadendo attorno ad Intelligenza Artificiale (IA) e Blockchain (BC), le super dimensioni tecnologiche dietro le quali si cela la grande promessa della trasformazione digitale. Su questi ecosistemi stanno prendendo forma ipotesi di cambiamento foriere di nuovi modelli industriali, finanziari, economici e societari.

Il dibattito in corso ricorda la fase pioneristica di internet. BC, in particolare, affermatasi come registro distribuito delle criptovalute – bitcoin ed ethereum le più note – viene spesso citata come panacea per tutti i problemi aziendali e di governance. In buona sostanza, per i più ottimisti, IA e BC diventano il grimaldello per sovvertire modelli transazionali e processi consolidati liberando nuova energia e ricchezza.

La popolarità acquisita da IA e BC potrebbe essere un segnale incoraggiante, ma comporta un piccolo grande problema: significano troppe cose per troppe persone. Risultato? Al di fuori di eccezioni, alla fine, poco o nulla esiste. Le aspettative sono alte, ma ci vorrà tempo prima che si possa realmente capire cosa queste tecnologie possano diventare.

Sembra non avere dubbi il Ministro dello Sviluppo Economico che ritiene ormai superata la logica di Industria 4.0, termine troppo restrittivo e limitativo rispetto alle potenzialità delle nuove tecnologie. Per Di Maio la parola d’ordine è Italia 4.0 ovvero fare in modo che IA e BC diventino gli elementi fondanti una nuova idea di sviluppo del Paese, traversale a tutte le imprese e a supporto di un diverso e più moderno ordinamento economico e sociale. Come dire, verso l’infinito e oltre, come predicava il leggendario Buzz Lightyear in Toy Story, visionaria e originale opera del cinema di animazione.

Un’idea, quella che sorregge la politica di governo, strettamente legata al pensiero elaborato nel basckstage dell’internet factory di Davide Casaleggio, deus ex machina del movimento pentastellato che eredita la visione di un mondo technology driven formulata dal padre Gianroberto. Se la costruzione identitaria del movimento stellare è nata all’interno di un modello di internet society, la scommessa diventa ora attualizzare ed estendere quella stessa identità verso una dimensione IA/BC.

In buona sostanza, traslando il tutto nell’etimologia BC, i superesperti ingaggiati dal Mise nella definizione di una strategia nazionale di sviluppo digitale saranno i miner che si occuperanno di estrarre valore dal nuovo petrolio, nel tentativo di creare una profonda trasformazione economica e societaria. Le premesse ci sono tutte. Abbiamo le capacità tecniche e i mezzi per giocare un ruolo importante e paritario in Europa. L’ottimismo non manca, la situazione, per dirla alla Mao, è eccellente. Riusciranno i nostri a proiettare l’Italia verso l’infinito e oltre? Se la cabina di regia si rivelerà all’altezza vi sono tutte le premesse perché si possano fare importanti passi avanti.