Nel periodo 2004-2017, l’indice della produttività del lavoro, espressa come valore aggiunto per ora lavorata con anno di riferimento il 2010 (100), mostra come l’Italia sia sostanzialmente rimasta ferma nell’arco di 14 anni, passando da 100,3 nel 2004 a 102,7 nel 2017. A fronte di un andamento altalenante nel 2018, nel 2019 e nel 2020 l’Ocse stima per l’Italia una crescita della produttività rispettivamente dello 0,3% e 0,6%.

Le regioni del Nord d’Italia presentano la maggiore produttività del lavoro. Al di sopra della media europea (EU28=100), si posizionano Lombardia (116,0), Provincia Autonoma di Bolzano (113,1), Liguria (108,5), Provincia Autonoma di Trento (107,9), Emilia-Romagna (107,7), Lazio (107,3); seguono Valle d’Aosta (104,5), Friuli-Venezia Giulia (104,3) Veneto (102,9) e Piemonte (102,2).

Per quanto riguarda il contesto internazionale, nel 2017 la crescita media annua della produttività del lavoro risulta positiva per Francia (+1,3%), Spagna (+1,1%), Usa (+1%), Germania e Giappone (+0,9%) e Regno Unito (+0,8%), mentre si registra una decrescita per la Grecia (-0,8%). La media europea si attesta a +1,2%, contro una media Ocse dell’1,3%.