Piero Macrì *****

Quali le modalità attraverso le quali ottimizzare e rendere più efficienti processi di produzione sempre più articolati e on demand? La questione è ovviamente complessa e richiede soluzioni e software in grado di mettere le aziende nelle condizioni di operare con agilità e velocità poiché “every business is a data business”.

Significa avere le capacità per garantire l’interconnessione dei sistemi e dei siti produttivi, così come una re-interpretazione delle relazioni all’interno e all’esterno dell’azienda. In questo scenario la disponibilità di dati e informazioni – quando servono e dove servono – è un prerequisito fondamentale abilitante il rinnovamento.

La gestione efficiente del dato significa infatti trasparenza di processo, controllo e capacità di agire in modo resiliente ovvero saper confrontarsi con gli ostacoli che incontriamo lungo il nostro percorso sviluppando le endorfine necessarie per intraprendere progetti di rinnovamento allineati alle dinamiche di mercato.

Mai però pensare che il tutto possa risolversi dando ascolto alle sirene dell’hype tecnologico. Industria 4.0 non è di per sé il rimedio universale ma solo una parte di un progetto molto più ampio che riguarda un rinascimento organizzativo e imprenditoriale. Un traguardo che, per essere raggiunto compiutamente, deve mettere in discussione regole e processi consolidati

L’industrializzazione di future soluzioni “data driven” dipende dalla capacità di sviluppare ecosistemi di relazioni in un contesto di massima apertura e collaborazione. Per lungo tempo le aziende hanno invece promosso soluzioni ed ecosistemi chiusi. Quanto oggi sta avvenendo spinge le organizzazioni a dare vita a una nuova generazione industriale.

La sfida per la modernizzazione e il rinnovamento coerenti con una evoluzione all’insegna del digitale non è certo irrilevante. Misurarsi con i temi della trasformazione significa infatti mettere a fattore comune competenze che per lungo tempo sono state estranee a gran parte delle aziende. Al tempo stesso serve creare una cultura più agile e flessibile. Una qualità ormai non più rinviabile.

Affinché si possa affermare un cambiamento positivo è necessario un ripensamento globale di tutta l’organizzazione e del valore che deve generare. Vecchie logiche d’impresa e di produzione hanno fatto il loro tempo.

Le pressioni che vengono innescate dalle dinamiche evolutive dei mercati determinano la necessità di valutare, selezionare e integrare modelli di progettazione e sviluppo capaci di incrementare il vantaggio competitivo. Si afferma una logica di sviluppo condivisa, aperta e collaborativa ed è questo il vero driver per un’evoluzione a supporto della trasformazione digitale