Come far fruttare al meglio gli investimenti industriali più onerosi? E perché le performance degli asset sono così importanti? Le riflessioni Di Sophie Borgne, Senior VP Digital Plant, Schneider Electric

Se ci si sta domandando da dove iniziare un percorso di digitalizzazione, una delle aree più importanti da indirizzare riguarda l’Asset Performance, perché la gran parte del capitale investito è investito in asset di produzione. In un nuovo impianto, tipicamente, questi rappresentano il 70% del capitale.

Naturale quindi voler avere il massimo ritorno su quell’investimento – o meglio, avere il massimo ritorno sul capitale impiegato (ROCE – Returno on Capital Employed).  E’ quello che vuole il management, quello che vogliono gli eventuali azionisti.

Per questo è fondamentale fare in modo che questi asset siano sempre ben protetti: un loro danneggiamento potrebbe avere un grande impatto a livello finanziario! Basti pensare che  – secondo una analisi condotta da ARC su 300 aziende in automazione discreta, ibrida e di processo – le interruzioni operative non programmate possono costare fino al 5% di perdita di produzione all’anno.

Oggi ci sono nuove opportunità per garantirsi migliori performance dagli asset, e vengono dalle tecnologie digitali, che possono aiutare ad amplificare il ritorno sul capitale impiegato.

Innovazione digitale e asset performance

Considerare l’Asset Performance un abilitatore di business consente non solo di ridurre i rischi, ma anche di ottenere ritorni ancora più alti. Sul mercato ci sono soluzioni complete che sono progettate specificamente per poter fare questo. Molti clienti Schneider Electric in settori quale minerario, idrico, food & beverage hanno già migliorato le performance dei loro asset ottenendo nuovi livelli di efficienza e profittabilità grazie all’Industrial Internet of Things.

La corretta architettura industriale permette di connettere tra loro tutti gli asset a livello di impianto, ed anche connetterli al cloud se necessario. Con le analytics si possono ricercare pattern nei dati e generare nuove informazioni. Con le giuste informazioni, si può ottenere davvero molto:

  • Prevenire fino all’80% delle interruzioni operative non programmate
  • Ridurre i costi di manutenzione fino al 50%
  • Risparmiare fino al 30% sui costi dell’energia, in media

Il percorso per massimizzare il ritorno sugli asset

Una raccomandazione importante è quella di suddividere il piano di gestione delle performance degli asset in tre fasi.

  1. Affidabilità degli asset – Il primo passo è usare la tecnologia per assicurarsi che gli asset siano sempre disponibili quando servono, per evitare che causi un costo di interruzione operativa che può arrivare a valere in media il 5% della produzione annuale
  2. Eccellenza manutentiva – Una volta raggiunta la certezza che gli asset funzionino in modo affidabile bisogna disegnare una strategia di manutenzione, per sapere – anche prevedere – quando è necessario riparare qualcosa o quando no, il che può far risparmiare molto sulle spese di manutenzione, anche fino al 50%.
  3. Ottimizzazione degli asset: questo è il “sacro graal” della gestione delle performance degli asset, ovvero dotarsi di strumenti che permettano di ottimizzare produttività e profittabilità dell’asset in ogni momento della sua operatività. Uno dei vantaggi chiave che si possono ottenere, ad esempio, è ridurre i consumi energetici.

Queste possibilità non possono essere ignorate. Per ottenere i migliori risultati, è possibile scegliere soluzioni complete e pienamente integrate di Enterprise Asset Performance Management (APM) – che permettono di raccogliere e analizzare i dati, identificare azioni da compiere e step di ottimizzazione che supportino strategie di manutenzione proattive.

In conclusione per ulteriori approfondimenti su come realizzare una Asset Performance Management data driven suggeriamo un White Paper di Frost & Sullivan.