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Buona giornata, ebbene si, siamo giunti all’ottava edizione di Industry Big Event, un traguardo interessante che ci ha visti impegnati in tutti questi anni. L’obiettivo non è cambiato ed il format è rimasto sempre lo stesso.

D’altronde non è stato banale aver scelto di mostrare e dimostrare che il cambiamento è l’unica condizione stabile nel tempo e che la vera leva (quella più lunga) o interruttore principale che dir si voglia rimane la cultura aziendale a tutti i livelli.

Cultura e cambiamento sono gli elementi da interiorizzare e implementare per continuare a fare impresa.

Sapevamo che avremmo dovuto insistere. E noi insistiamo sicuri che questa sia la direzione giusta per governare nel modo corretto le trasformazioni, la tecnologia e gli strumenti abilitativi come ad esempio, le applicazioni software, le infrastrutture, le piattaforme in genere.

In questo periodo a seguito di chiacchiere in Tv e articoli di giornali (ma quanti esperti abbiamo in Italia) sto riflettendo sull’utilizzo delle parole e di come queste spesso diventino una moda e di conseguenza indiscriminatamente sulla bocca o peggio sul blog di chicchessia, indipendentemente dalla preparazione.

Massimo Fucci, General Manager – Pentaconsulting

Mi riferisco in particolare all’utilizzo indiscriminato e a volte fuori luogo della parola: DIGITALIZZAZIONE.

A parte il fatto che per chi -come me- ha seguito da tempo le evoluzioni nelle aziende (e non solo) la parola in sé si riferisce ad un concetto di condizione normale che esiste da almeno una ventina di anni. Certo se alla parola Digitalizzazione si fanno corrispondere in uno strano principio di causa effetto altri termini quali: investimenti, finanza agevolata o contributi a fondo perduto ovviamente la cosa cambia aspetto, dimensione e finalità.

Mi ricordo a tal proposito come un’azienda fosse riuscita a far passare i propri ottimi cavi di rete come innovazione 4.0, onore al merito!

Certo la Digitalizzazione non è la panacea per ogni male del nostro tessuto industriale e del sistema paese in genere, ma senza un suo sviluppo corretto e smart difficilmente potremo essere competitivi.

Un esempio su tutti la fattura elettronica: avere il cassetto fiscale ha reso più semplice il rapporto di ogni azienda con contabilità, commercialista e agenzia delle entrate. Il che si è tradotto in un risparmio di tempo per tutti (ciascuno lo può facilmente monetizzare) e una gestione più equa. Guarda caso è uno dei fattori che ha contribuito ad un aumento del gettito, anche se è rimasto sottotraccia.

Ho fatto un esempio semplice che ha dato un grande beneficio, lascio al lettore traslare il tutto nella propria realtà organizzativa, comprendere quali siano i benefici dovuti all’effetto Digitalizzazione e quali siano le aree su cui operare perché non c’è ancora integrazione diretta.

Questo è uno dei temi che verranno focalizzati durante l’evento di quest’anno, insieme alla sostenibilità organizzativa e energetica e, non ultimo, alle responsabilità di chi (il management) in azienda deve dare la direzione e guidare verso un porto che continua a cambiare.

Buona partecipazione

Ps Questo evento è anche il memorial di Umberto Cugini co-ideatore, co-organizzatore di tutto il percorso IBE. In questo magazine gli abbiamo dedicato un’intera sezione

Ciao Umberto!

Massimo

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