La ripresa passa per l’integrazione tra innovazione e sostenibilità

La crisi Covid-19 ha generato e continua a generare cambiamenti strutturali che hanno fatto emergere la necessità di porre l’uomo al centro dell’innovazione. Cittadini, imprese ed istituzioni hanno fatto leva su nuovi strumenti per affrontare la crisi e fondamentale è stato affidarsi ad una nuova tipologia di innovazione antropocentrica, pensata «attorno e per l’uomo».

Questa è la premessa da cui prende luogo l’intervento di Francesco Iervolino – Partner at Deloitte Italia, una delle più grandi realtà nei servizi professionali alle imprese in Italia, dove è presente da circa 100 anni – all’ottava edizione di Industry Big Event 2021

 

Tuttavia, ad oggi l’innovazione antropocentrica non basta più, perché non è sufficiente considerare solamente i bisogni del singolo ma è necessario considerare anche le necessità della collettività e dell’ambiente.

Da questa nuova declinazione emerge che la società post-pandemica che si sta delineando ruota sempre di più attorno a una nuova sostenibilità, non più solo ambientale, ma anche sociale ed economica. Per questo l’innovazione oggi risulta un valore aggiunto solo se a servizio della sostenibilità. Questa interdipendenza è il fondamento di una strategia d’impresa che potrà consentire una crescita della competitività.

Al momento solo il 25% delle aziende italiane ha definito una strategia integrata basata sull’innovability e la strada è ancora in salita anche se l’attenzione per la tematica è crescente, i dati infatti riportano che il 90% delle aziende dell’indice di borsa S&P 500 ha pubblicato un bilancio di sostenibilità nel 2019 contro il 20% del 2011, primo anno di rilevazione.

In questo la ricerca demoscopica condotta da Deloitte ha evidenziato che, per sviluppare un vantaggio competitivo, sia a livello di singola azienda sia a livello di sistema-Paese, è necessario che l’Innovability sia misurabile e concreta, in grado di generare valore economico, sociale e ambientale.

Tra le figure chiave per lo sviluppo di una transizione sostenibile rientrano a pieno titolo Aziende private, Istituzioni pubbliche ed Università e centri di ricerca, dimostrando la consapevolezza, da parte di aziende e consumatori, della necessità di un operato congiunto e collaborato tra i vari attori​ e proprio dall’efficienza di questi processi di trasferimento tecnologico dipenderanno i risultati del PNRR.

Ad oggi quasi il 70% dei cittadini europei intervistati conferma che l’innovazione potrà essere realmente sostenibile e portare al rinnovamento del sistema Paese solo se sarà in grado di considerare la sinergia fra i bisogni dell’uomo e l’attenzione all’ambiente e questa percentuale supera il 75% tra i consumatori italiani​.