Massimo FUCCI

CEO – Pentaconsulting

Fisico-Cibernetico (1979) con studi presso l’Università di Milano (GEC – Gruppo elettronica e Cibernetica – Professor Degli Antoni – Maiocchi- Polillo- De Michelis) e tesi combinata tra il laboratorio LFCTR (Prof Mussio e Anna della Ventura) ed il dipartimento di Disegno di Macchine del Politecnico di Milano (Prof. Cugini).

Inizia l’attività lavorativa come tecnico software e sistemista con un’ampia esperienza nel settore della computer graphics (Specula di Padova – IRST Trieste – Italsider – Ansaldo – ECS). In breve tempo si occupa di product Marketing in Olivetti laddove fa nascere OLICAD; il dipartimento dedicato alla fornitura di soluzioni per la progettazione di prodotti e servizi (ENEL, SIP, ENI, Rossi Motoriduttori, Maina, OSAI, Compes).

Prende la Direzione Marketing e successivamente la Direzione Commerciale di Italcad: azienda del gruppo Finmeccanca. Sviluppa il mercato delle soluzioni per la progettazione (CAD CAE PDM) e la gestione dei sistemi informativi territoriali,  in particolare soluzioni per : ENEL, Italsider, Banca d’Italia, IVECO, Ferrovie dello Stato, Alpeninox, SACMI, ANSALDO, ELSAG, Marina Militare, GD, Samsung.

In questi anni definisce e commercializza una soluzione denominata GGPI (gestione grafica del patrimonio imobiliare). Passato in DATABANK Consulting specializza le proprie conoscenze di mercato e sviluppo mercato, iniziando ad utilizzare il Call Center come strumento industriale per recepire esigenze e proporre prodotti. Forte dell’esperienza acquisita fino a quel momento fonda dapprima lo StudioMF-Pentaconsulting (1995) e successivamente l’azienda Pentaconsulting, con l’obiettivo di sviluppare il valore delle Aziende. In Pentaconsulting sviluppa la Community SoluzionImpresa, l’iniziativa Eventimpresa ed i canali di comunicazione business: NewsImpresa e V4M (Value for manager).

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Automazione, produttività e domanda globale

Robotica, automazione, intelligenza artificiale. Da un punto di vista teorico l’assunzione del cocktail della nuova frontiera tecnologica può significare più produttività ovvero fare di più con meno. Non solo, maggiore produttività significa capacità di creare prodotti e servizi a costi più bassi e, di conseguenza, la possibilità di generare un potenziale aumento della domanda.
Tuttavia, la determinazione di una dinamica positiva dei mercati è in larga misura dipendente da fattori economici e politici: l’introduzione di tecnologia di automazione e incremento di produttività non è di per sé sufficiente a innescare un circolo virtuoso: in assenza di una domanda globale, la capacità delle aziende di acquisire un aumento di produttività equivale a un esercizio a somma zero.

Industria 4.0, impresa interconnessa e cybersecurity

L’architettura di sicurezza deve essere aggiornata coerentemente alla sostanziale trasformazione che innesca il deployment di infrastruttura IoT e prevedere una diversificata protezione dei dispositivi fisici, delle reti, dei sistemi, delle applicazioni di controllo e analisi, dei dati. Una logica di difesa globale, end to end, che possa essere estesa dal singolo device alla rete e alla sua infrastruttura e, non ultimo, alla piattaforma cloud.
La cybersecurity è la risposta per risolvere le esigenze di protezione integrata in ciascun segmento del conglomerato IT-OT, garantendo disponibilità e affidabilità delle comunicazioni, dalla dimensione edge – operazionale e di produzione – dove i dati vengono raccolti, alla dimensione cloud dove i dati vengono convogliati, elaborati e analizzati.

La futuribile ascesa dell’Intelligenza Artificiale e del Machine Learning

Siamo testimoni di un paradosso: lo straordinario progresso tecnologico degli utlimi dieci anni non è correlato a un altrettanto straordinaria crescita della produttività. Come affermato in passato da Robert Solow, premio Nobel per l’economia nel 1987: “You can see the computer age everywhere but in the productivity statistics”. Affermazione che suona ancora più vera ai giorni nostri, periodo nel quale l’Intelligenza Artificiale si candida ad essere il nuovo motore dell’economia digitale.

Trasformazione digitale: l’affermazione del modello Real-Time to Market

Time to Market ovvero il tempo che intercorre dall’ideazione di un prodotto alla sua effettiva commercializzazione. E’ un’espressione che raramente si sente usare nelle innumerevoli discussioni che hanno come oggetto la trasformazione digitale. Eppure è proprio il Time to Market che nel corso di questi anni ha condizionato i fondamentali dell’evoluzione tecnologica a supporto della trasformazione digitale. In ogni suo ambito. La velocità che caratterizza il mercato e i consumi necessita di Real-Time to Market.

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