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Industry Big Event, terza edizione: come e perchè vivere del cambiamento

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Industry Big Event, terza edizione: come e perchè vivere del cambiamento

Industry Big Event, la terza edizione si guadagna i gradi e cambia sede, dal Campus della Bovisa alla sede storica del Politecnico do Milano in Piazza Leonardo da Vinci.

Massimo Fucci
General Manager Pentaconsulting

Un appuntamento reso possibile grazie al contributo della Fondazione del Politecnico di Milano e al centro di Innovazione sistematica. Un evento a numero chiuso, riservato a 100 iscritti che ha tracciato come saranno…

Comunicare al management delle aziende come innovazione e disruption viaggino oramai di pari passo, con una dinamica caratterizzata da una continua accelerazione è il leitmotiv alla base dell’Industry Big Event, una sorta di mantra per il management.

L’incontro ha dimostrato perché la competizione si vince se un’azienda riesce a mettere in atto un percorso continuo di ‘RinnovaMENTI’, solo in questo modo il board, il management e le maestranze possono costruire un team integrato in grado di utilizzare i nuovi modelli di business e le tecnologie ed infrastrutture abilitanti in maniera tale da operare accontentando le esigenze del mercato e, nel contempo, salvaguardando la giusta marginalità.

Un percorso continuo in cui obiettivi e metro li ridefiniscono il mercato. Una condizione al contorno che da sola dovrebbe risultare sufficiente per implementare una gestione sistematica del cambiamento. Facile? No, per nulla! Ma possibile, come hanno evidenziato i diversi interventi contenuti nell’agenda progettata ad hoc.

In particolare le tendenze evidenziate da Francesco Iervolino di Deloitte che ha ben introdotto il contesto in cui le aziende si trovano e si troveranno ad operare. Una serie di linee guida e aspetti al contorno che hanno trovato una forte declinazione orientata al settore manifatturiero nell’intervento di Umberto Cugini, Presidente del Centro di Competenza per l’innovazione Sistematica della Fondazione del Politecnico di Milano. Un excursus semplice e diretto di come è cambiato e deve cambiare sia l’approccio, sia l’intero ecosistema di metodi e tecnologie a supporto dell’intero processo di sviluppo prodotto.

Anche quest’anno la sezione Enabling Technology Panel ha mantenuto un livello di attenzione decisamente elevato. Non avrebbe potuto essere altrimenti, visti i temi e le aziende presenti: a partire da Michele Dalmazzoni di CISCO, che ha ben evidenziato quali siano le opportunità della digitalizzazione per l’industria italiana, nonché l’impatto sul Business Model e sulla relativa gestione delle operations.

Estremamente concreto l’intervento di Leonardo Cipollini di Siemens PLM Software che ha indicato chiaramente un percorso per affrontare ed introdurre con successo una modalità operativa basata sulle informazioni digitali relative all’intero processo di sviluppo prodotto.

Non poteva non essere presente un intervento che sottolineasse come l’automazione di fabbrica giochi un ruolo estremamente rilevante. In tal senso Duilio Perna di Beckhoff ha sottolineato l’importanza e la concretezza del programma Industrie 4.0 (alla tedesca) e quale debba essere il giusto approccio ed il percorso per meglio sfruttare l’integrazione tra i due mondi: IT e OT.

Il continuo cambiamento genera dinamiche elevate nella comunicazione di prodotto; all’interno e all’esterno delle aziende. Ragion per cui Carlo Caporizzi di GMDE ha mostrato quali siano le premesse, i percorsi ed i risultati attesi di una gestione integrata e multicanale delle informazioni (testi, immagini, video) relative allo sviluppo, alla produzione ed alla distribuzione dei prodotti. In sostanza l’importanza strategica di sviluppare e gestire una soluzione DAM.

In tutte le edizioni del Big Event è stato dato ampio risalto ai Business Case al fine di mostrare risultati concreti da parte di aziende che hanno coniugato innovazione, disruption, metodi, processi e tecnologie.

I casi presentati: Cefriel, Eurotech, Mind Mercatis, con la dovuta discrezione a salvaguardia di know-how ed esperienze specifiche degli speaker e delle aziende loro clienti, hanno ben dimostrato come sia possibile ben operare per continuare a competere con successo.

Un notevole apporto è stato dato da Stefano Mainetti, Direttore Responsabile del PoliHub, lo Startup & District Incubator del Politecnico di Milano, che ha ben argomentato con esempi, ma anche con una numerica dirompente come la Fondazione del Politecnico di Milano sia in grado di supportare il processo di Innovazione.

Dulcis in fundo…..lo spettacolare intervento di Marco Maiocchi dell’Opificio di Disegno Industriale Potenziale che da professore ed imprenditore di successo ora appartiene alla categoria dei pensatori applicati. Una sorta di intellighenzia illuminata che osserva le dinamiche generazionali, i grandi temi, lo sviluppo industriale e quale possa essere la strategia vincente. Quest’anno nel suo intervento: Singolare la Singolarità sono stati evidenziati i tratti salienti e le peculiarità della nostra italianità….che – ormai è certo – ci salveranno!

 

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